Rettori AQUIS: soldi a chi spende meglio

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Rettori AQUIS: soldi a chi spende meglio

Messaggio  claudia il Mer Ott 22, 2008 3:58 am

2008-10-21

ROMA - Se il governo non invierà "segnali" concreti all'università, saranno messe in campo azioni "anticatastrofe", perche' l'Italia "non puo' rinunciare alla formazione superiore del proprio capitale umano ne' alla ricerca". E' l'appello che i rettori dell'Associazione per la Qualità delle università italiane statali (Aquis) hanno fatto oggi in una conferenza stampa all'ANSA. Una richiesta al governo e ai ministri di Economia e Istruzione per "iniziare immediatamente una trattativa per arrivare nei tempi più brevi possibile alla condivisione dei principi e dei criteri necessari alla stipula di accordi di programma". In assenza di segnali concreti, i rettori "non potrebbero allora non trarne le inevitabili conclusioni, dando seguito a tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell'intero sistema universitario pubblico del Paese".

VALORIZZARE 'PUNTI DI FORZA'

Il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca deve "puntare a rendere più competitivi i 'punti di forza' del sistema universitario". E' quanto chiedono i rettori dell'Associazione Aquis per la qualità negli atenei statali. La valorizzazione delle tante eccellenze nel paese servirà ad "evitare il collasso per le situazioni critiche. Ma anche i 'punti di forza' non riusciranno a reggere se i fondi vengono tagliati in modo indiscriminato come fa la manovra economica approvata".

RIDURRE TAGLI DRASTICI E GENERALI

I tagli "drastici e generalizzati" del Fondo di finanziamento ordinario delle Università previsti dalla manovra "dovrebbero essere ridotti con i prossimi provvedimenti finanziari governativi già a partire dal 2009". Lo affermano i rettori dell'Associazione Aquis, chiedendo di liberare "quote di finanziamento che dovrebbero essere reimmesse nel sistema e ridistribuite, con gradualità ma in tempi certi e concordati, secondo parametri di qualità accertata delle performances degli Atenei nella loro gestione, innanzitutto, nella ricerca e nella didattica".

CONCORDARE PATTI DI STABILITA'

Ciascun Ateneo dovrà concordare un Patto di stabilità con i ministeri dell'Economia e dell'Istruzione e quindi arrivare ad accordi di programma. E' quanto suggeriscono i rettori aderenti all'associazione Aquis per migliorare le performances del sistema universitario. La prima condizione che ogni Ateneo deve impegnarsi a soddisfare per poter sottoscrivere l'accordo di programma - hanno spiegato i rettori - è quella di concordare con i due ministeri l'effettivo e reale pareggio di bilancio allo stato presente e sul medio-periodo, anche elaborando un piano poliennale di politica del personale, ed eventualmente di rientro del deficit

NUOVO RECLUTAMENTO PER RICERCATORI

Nuove modalità di reclutamento ricorrendo a procedure del tipo della "tenure track". Le propongono i rettori aderenti all'associazione Aquis. In sostanza si tratta di reclutare attraverso posizioni di ricercatore a tempo determinato di sei anni al massimo dopo il dottorato, con valutazione di idoneità a numero prefissato con riferimento a ciascuna area scientifico-disciplinare. La valutazione sarà effettuata da commissioni composte a livello nazionale e internazionale, con quantitativi di posti di professore associato messi a disposizione dal ministero dell'Istruzione e cofinanziate da ciascun ateneo. Il tutto all'interno di una programmazione rigorosa che responsabilizzi in modo forte ciascun ateneo.


USCIRE DA AUTOREFERENZIALITA'

"Bisogna smettere di fare chiacchiere, evitare processi sommari e uscire dalla logica di autoreferenzialita".

MOLTI ATENEI GIA' AL COLLASSO

Alcuni atenei sono già al collasso, altri se non cambierà qualcosa già al 2010 non riusciranno a chiudere in pareggio il bilancio. Per questo serve un cambiamento di politica: "bisogna che il governo accetti di ridiscutere la manovra finanziaria dell'estate, reimmettendo già nella finanziaria 2009 fondi per redistribuirli a seconda della capacità di spesa degli atenei e di parametri di qualità".

NO A LOGICA DEL FARE CASSA

No ad una logica che mira solo "a fare cassa". Oggi, hanno affermato i rettori, "riteniamo di dover assumere una precisa responsabilità, cioé prendere un'iniziativa che chiede al governo di rivedere la logica sottesa alla manovra finanziaria per quanto riguarda gli atenei italiani. Crediamo che la logica degi tagli indiscriminati ai finanziamenti delle università sia sbagliata perché mira solo a fare cassa per i bilanci dello stato a spese dei bilanci delle università. C'é bisogno al contrario - dicono i rettori - di indurre meccanismi negli atenei per una riqualificazione delle spesa".

TAGLI SONO LEGNATA SULLA TESTA

Le università sono pronte ad una operazione di "trasparenza nei bilanci" ma non possono correre il rischio di avere una "legnata sulla testa" con i tagli previsti.

ITALIA FUCINA DI CERVELLI

"Il sistema italiano è in grado di formare ricercatori di eccellenza che all'estero che ci vengono contesi. L'università italiana è in grado di formare capitale umano che va ad arricchire altri paesi".

AUMENTO TASSE CON QUESTI TAGLI

"Sono interventi impopolari, che ci auguriamo che non si debbano prendere, ma che invece ci saranno se rimarrà questa situazione di tagli generalizzati". Lo hanno affermato i rettori dell'Aquis parlando della "contribuzione degli studendi", ovvero le tasse universitarie.

DA 2010 TAGLI PER PAGARE ICI

Dal 2010 "ci saranno tagli pesanti all'università italiana per pagare l'Ici. Ciò - hanno detto i rettori - obbligherà gli atenei italiani ad aumentare le tasse studentesche". "Abbiamo il dovere di far presente la necessità - hanno affermato i rettori - di entrare decisamente nella definizione di patti di stabilità ateneo per ateneo, superando la logica di autoreferenzialità".

BLOCCHI E OCCUPAZIONI NON SERVONO

"Non siamo favorevoli ad occupazioni delle università e blocchi della didattica. Crediamo che la miglior risposta in un momento difficile come questo sia che ciascuno nelle istituzioni svolga il suo compito. I blocchi della didattica e le occupazioni non servono - hanno concluso i rettori - ma se il governo si arroccherà in una chiusura al dialogo la mobilitazione continuerà".

IN ATTO AZIONE DELEGITTIMAZIONE

"Serve un patto di collaborazione tra società civile e atenei, in quanoto è in atto un'azione di delegittimazione da anni del sistema universitario che certo non lo merita". "Siamo tecnici, responsabili di atenei, e siamo fuori dalle logiche di partito".

DIFFICILE PAGARE PROSSIMI STIPENDI

La Conferenza dei rettori italiani (Crui) "ha oggettivamente un problema di funzionamento. Oggi il problema di molti rettori è riuscire a pagare gli stipendi del mese prossimo". "E' difficile per chi guida la Crui trovare una sintesi e ci sono situazioni divaricanti. Bisogna - è il messaggio dei rettori - ottimizzare le risorse degli atenei rispetto alla loro specifica missione".

GELMINI VA SOSTENUTA NO ATTACCATA

"Siamo convinti che il ministro Gelmini sia disponibile ad accogliere le nostre proposte". "Dobbiamo sostenerla all'interno del Governo, non attaccarla" hanno aggiunto i rettori.

BISTURI CHIRURGO E NON MANNAIA

Il "bisturi del chirurgo e non la mannaia si abbatta sull'università italiana". E' l'auspicio che i rettori dell'Aquis hanno espresso. I rettori hanno anche sottolineato la necessità di appoggiare il ministro Gelmini in una politica a sostegno delle università.

VALUTARE E POI DARE RISORSE

Valutazione oggettiva, su parametri condivisi a livello internazionale. Pensano a questo i rettori aderenti all'Aquis per migliorare le performances del sistema universitario. "La valutazione deve essere elemento guida per la distribuzione delle risorse. E' sbagliata la distribuzione a pioggia, anche all'interno degli stessi atenei"hanno aggiunto.

SU VALUTAZIONE INDIETRO DI 15 ANNI

Le università italiane "sono indietro di 15 anni nella valutazione". Ma senza una vera valutazione, è il messaggio provocatorio che i rettori hanno lanciato, "meglio sarebbe eliminare l'autonomia e tornare ad un sistema centralista degli anni '70''. Il patto di stabilità, sostengono i rettori, "é lo strumento essenziale per effettuare una vera autonomia degli atenei. Obiettivo è elevare il livello di tutte le università, ognuna con le proprie specificità. Senza autonomia - concludono i rettori - non si va da nessuna parte e l'autonomia senza valutazione è un concetto perverso".

CRISI E' DIECI VOLTE ALITALIA

L'università "é dieci volte il caso Alitalia in termini finanziari" Lo hanno affermato i rettori dell'Aquissoffermandosi sull'ipotesi di trasformare le università in fondazioni: "Diteci dove troviamo il cavaliere bianco per salvare l'università? Chi è che trova i soldi?".

PROTESTA COMITATO TRENTO

Il Consiglio di amministrazione d'Ateneo dell'Università di Trento, in programma il 28 ottobre, "non potrà che svolgersi in forma di a ssemblea pubblica alla presenza di studenti, ricercatori e ricercatrici, docenti, personale tecnico amministrativo". E' questa la forma di protesta annunciata dal 'Comitato No Gelmini Trento' contro le posizioni del rettore Davide Bassi. I motivi - spiega in una nota il comitato - sono da ricondurre alla "volontà del Rettore di affrontare unilateralmente decisioni che riguardano tutte le parti dell'ateneo trentino (studenti, ricercatori e ricercatrici, personale tecnico-amministrativo, docenti). Ma anche "un modello di università, quello che Aquis propone a livello nazionale, che acuisce le già esistenti diseguaglianze nella qualità della formazione e della ricerca tra i diversi atenei d'Italia". "Riteniamo - concludono i rappresentanti del comitato - che un processo pensato con l'ambizione di costruire una nuova idea di formazione e di università non possa prescindere dalla partecipazione di tutti e tutte coloro che quotidianamente le danno vita". Al Rettore, infine, gli studenti e i ricercatori scrivono:"il 28 ottobre per il Cda d'Ateneo noi saremo in via Belenzani (sede del Rettorato). E Lei?"

NON SIAMO MONARCHI MA CHIAREZZA

I rettori "non sono monarchi ma funzionari dello stato. Ci dicano cosa si vuole fare dell'università e lo faremo, ma lo dicano con chiarezza". Questo perché, avvertono i rettori, "il taglio indiscriminato significa la morte di tutti e questo il paese non se lo può permettere".

FONDAZIONI MA DI DIRITTO PUBBLICO

Le Fondazioni possono essere utili per gestire la parte assistenziale. Lo ha detto Alessandro Finazzi Agrò, rettore di Roma Due, citando l'esempio del suo ateneo. "In questo caso è un buon modello per fare una fondazione, ma si tratta di un soggetto di diritto pubblico non di una privatizzazione".

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fonte

claudia

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Re: Rettori AQUIS: soldi a chi spende meglio

Messaggio  marco.gsx il Mer Ott 22, 2008 12:37 pm

claudia ha scritto:2008-10-21

"Siamo convinti che il ministro Gelmini sia disponibile ad accogliere le nostre proposte". "Dobbiamo sostenerla all'interno del Governo, non attaccarla" hanno aggiunto i rettori.

ATTENZIONE...

marco.gsx

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